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Aree archeologiche

Gli insediamenti delle antiche popolazioni che per primi hanno vissuto sul lago di Como.

Nel territorio del lago di Como i primi insediamenti stabili vennero probabilmente creati da antiche popolazioni Liguri della Cultura di Polada. Gli abitati erano collocati lungo le rive di laghi o in zone paludose bonificate. Le prime palafitte, risalenti all'Età del Bronzo, furono posizionate nella zona affacciata sul Lago di Como. Col tempo questi primitivi villaggi sono stati edificati nell'entroterra e posizionati nelle zone più elevate.
 

Due aree archeologiche sono individuabili nel lecchese: l’area archeologica dei Piani d’Erna ed il parco archeologico dei Piani di Barra.

La prima era attiva tra il 260 a.C. circa e il 60 d.C. In questa zona si è per l’appunto riscontrata la presenza di evidenti resti attribuibili alla lavorazione siderurgica dove il minerale ferro, estratto dalle vicine miniere, veniva ridotto in metallo e successivamente, sempre sul posto, veniva lavorato. Grazie ai resti è inoltre possibile capire che per far si che questo processo si potesse realizzare venivano usati dei forni, semplici e piccole strutture in argilla, solitamente alimentati da carbone e legna in grado di raggiungere nel giro di poco tempo la temperatura ideale per far si che il ferro passi dallo stato elementare allo stato pastoso, vale a dire di 1200° C. L'importanza del ritrovamento risiede nel fatto che è la più antica testimonianza di attività legata alla riduzione e lavorazione del ferro fino ad ora scoperta nel territorio.
Parte dei reperti sono visibili negli ambienti di Palazzo Belgiojoso. La sede dei Musei Civici ospita infatti il Museo Archeologico, otto sale con reperti provenienti da tutta la Provincia di Lecco, dal Paleolitico Medio all'Alto Medioevo, nonchè i corredi tombali celtici e l'oreficieria altomedievale.

La seconda è, invece, sede di un imponente sito fortificato realizzato dai Romani nel Tardo Impero. La fortezza è dotata di cinta muraria, torri, ridotti difensivi, ed è situata in un area prealpina. A quel tempo aveva lo scopo di proteggere i Romani dalle invasioni barbariche. Nel 540 d.C. fu insediato dagli Ostrogoti, i quali prima lo incendiarono e poi lo abbandonarono. Tutti i reperti adeguatamente contestualizzati e illustrati medianti pannelli didattici e ricostruzioni didattiche, sono visibili all’interno del Museo Archeologico sito nel parco stesso.

 

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